Centro di Arti Marziali e Discipline Bionaturali
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Wing Chun

Il Wing Chun è uno stile di gong fu cinese che coinvolge il praticante completamente, sviluppando i piani: fisico, psichico ed energetico. Tutte le tecniche del suo repertorio sono eleganti ma potenti, rapide ma precise ed indirizzate verso punti sensibili del corpo. Lo studio del Wing Chun è inscindibile dai principi basilari e tradizionali (cinesi) dell’uso del corpo così come è inseparabile dalla filosofia orientale, anima della pratica. Non si tratta solo una forma di combattimento a mani nude, ma insegna a comprendere profondamente la meccanica del corpo umano. La pratica è rivolta al benessere generale e apporta vantaggi sia mentali che fisici nella vita di tutti i giorni. Inoltre permette di restare in forma e sviluppa resistenza alla fatica, coordinazione, equilibrio. Insegnando al corpo a reagire agli stimoli in un modo controllato il Wing Chun insegna al praticante qualcosa di se stesso. Promuove la ricerca di se stessi, sviluppa la comprensione delle reazioni emotive per acquisire consapevolezza e autocontrollo

LE FORME

1forma Siu Nim Tau- -Forma della piccola idea 2forma Chum Kiu – Cercare il ponte 3forma Biu Tze - Dita che trafiggono 4forma Muk Yan Chong - Forma al pupazzo legno 5forma Luk Dim Boon Kwun -Bastone dei sei punti e mezzo 6forma Bart Cham Dao - 8 tagli di spada

Chi sau

Esercizio caratteristico delle stile il cui nome significa mani/braccia appiccicose. Partendo da una condizione di contatto delle braccia i praticanti imparano a riconoscere gli impulsi provenienti dal compagno ed a reagire in maniera istintiva e fulminea. Il Chi sau allena una serie di caratteristiche utili al combattimento a distanza ravvicinata, alcune capacità sviluppate attraverso questo metodo sono:

  • Capacità di interpretare direzioni e intensità delle forze generate dall'aversario
  • Velocità di reazione agli attacchi
  • Velocità di risposta agli attacchi
  • Controllo degli arti e dell'equilibrio dell'avversario
  • Potenza dei colpi ravvicinati

Lat sau

Il Lat sau indica il combattimento partendo da una distanza senza contatto. L'allenamento contempla l'utilizzo di tutte le tecniche facenti parte del repertorio del Wing Chun, calci, pugni, gomitate, ginocchiate, prese, trapping, leve, sbilanciamenti, proiezioni. Scopo della pratica è imparare ad applicare correttamente i principi del sistema e sviluppare capacità combattive, per avere la meglio sul proprio avversario senza eccessivo utilizzo della forza. Non farsi colpire, difendersi contrattaccando, colpire con angoli e direzioni vantaggiose, controllare l’avversario, colpire o eseguire la giusta tecnica per chiudere il confronto mantenendo margini di sicurezza.

I nostri programmi

In nostri programmi di studio si divido sono divisi in 6 livelli base e 6 livelli avanzati. I livelli prendono il nome dalle forme del Wing Chun Contrariamente a quanto avviene in molte organizzazioni, già nei livelli di base è previsto lo studio degli esercizi preparatori e delle forme più avanzate del wing chun compresi l’uomo di legno e le armi. La nostra idea e far prendere confidenza con tutti gli strumenti del Wing Chun e dare una panoramica completa del sistema agli allievi, i quali poi nei livelli superiori potranno studiare le applicazioni della Biu Tze, dell’uomo di legno, del bastone lungo e dei coltelli farfalla, avendo già acquisito in precedenza le capacità necessarie.

La Storia

Fino al 1949 il Wing Chun  era praticato da un ristretto numero di allievi e veniva trasmesso secondo un insegnamento di tipo familiare rimanendo così abbastanza segreto. Il merito della diffusione del moderno Wing Chun va senza dubbio attribuito al suo rappresentante più  famoso, Gran Master Yip Man (1893-1972) celebrato recentemente anche in alcuni film. YIP Man si trasferì da Foshan ad Hong Kong e qui inizio ad insegnare ad un più nutrito numero di persone. Nel 1967 insieme ad alcuni suoi studenti fondò la “Hong Kong Wing Chun Athletic Association”. Dopo la sua morte alcuni di questi allievi, divenuti poi famosi a loro volta, contribuirono ad esportare il Wing Chun  al di fuori del territorio cinese, favorendone l’espansione in tutto il mondo. Oggi esistono numerose famiglie di Wing Chun con caratteristiche spesso assai diverse tra loro.   Noi nel nostro piccolo abbiamo assaggiato alcune di queste interpretazioni e sulla base alla nostre esperienze, pur non creando nulla di nuovo, abbiamo sviluppato una nostra visione della stile. La nostra ricerca mira a tralasciare il superfluo puntando all’essenza dell’arte, radice su cui poggia l’efficacia di questo sistema combattimento.

 

La Storia e la Leggenda

Il Wing Chun Kuen  o pugno della radiosa primavera è uno stile di Kung fu originario della Cina la cui nascita risale ai primi del 1700. La leggenda narra che a crearlo sia stata la monaca buddista NG Mui , una dei maestri scampati alla distruzione dal monastero di Siu Lam (Shaolin) operata delle truppe del governo invasore Manchu agli ordini dell’imperatore K’angsi della dinastia Ching (1662-1722). NG Mui si rifugiò nel tempio della Gru Bianca sul monte Tai Leung., qui le capitò di assistere ad un combattimento tra una gru ed un serpente, lo scontro le fornì lo spunto per la creazione di un nuovo sistema di arti marziali. Le caratteristiche distintive del nuovo sistema di Ng Mui, rispetto al Kung Fu di Shaolin, consistevano nei movimenti più semplici ed adattabili e nel minor impiego della forza. Nel mercato di un villaggio vicino al suo rifugio Ng Mui conobbe una ragazza, Yim Wing Chun,  il cui nome  significa "radiosa primavera” ( da cui deriva il nome dello stile). Quest’ultima apprese il metodo di combattimento e dopo averlo utilizzato per liberarsi di un uomo esperto di Kung fu, che la vessava per prenderla in sposa, lo insegno a suo marito. Dal marito Leung Bok Chau sarebbero  poi discesi i successivi maestri dello stile.   Al di la del fascino della leggenda qui sintetizzata che secondo noi, facendo riferimento ad una giovane donna vuole mettere l’accento sulla parte Yin morbida e femminile dello stile in contrapposizione a quella Yang di altri sistemi più basati sulla forza, recenti studi raccontano un'altra storia. Nuove scoperte avvalorano la tesi che la monaca Ng Mui non sia mai esistita e che il monaco di Shaolin e rivoluzionario Ng Cheung, soprannominato "Tan Sao Ng"  abbia il merito di aver sviluppato per primo questo sistema. Questa versione parla di società segrete formate da soldati fedeli e membri della deposta dinastia Ming allo scopo di restaurare il loro poter e cacciare gli invasori Manchu. I monaci maestri di kung Fu combinarono le loro grandi conoscenze in ambito di fisiologia, biomeccanica del corpo e medicina tradizionale con le arti della lotta, confrontarono diversi sistemi elaborando un metodo che perfezionarono in anni di pratica e di scontri contro le truppe Manchuriane. Al nuovo stile questi grandi maestri che operavano nel monastero di Fukien diedero il nome di una stanza del tempio "Weng Chun” , sala dell'eterna primavera". Durante questo periodo, il nuovo sistema veniva insegnato solo agli iniziati delle società segrete all'interno del tempio del sud, ed era proibito divulgarlo all'esterno. Solo i maestri avevano le chiavi per addentrarsi nel sistema e, essendo dei profondi conoscitori della scienza, della medicina e delle arti della guerra, riuscivano ad insegnare senza spiegare completamente la meccanica che rende funzionale il sistema. In questo modo arginarono il rischio che il Weng Chun si sviluppasse anche al di fuori delle sette iniziatiche. Dopo la distruzione dei templi di Shaolin i superstiti si dispersero per tutta la Cina ed oltre ed in breve tempo, anche se tutto avveniva nell'ombra, il loro patrimonio si sviluppò ulteriormente, e si diversificò in tre ambiti distinti: famigliare, artistico e militare. Il primo ambito di sviluppo, quello famigliare, è il più comune, perché molti maestri sfuggiti alle persecuzioni del governo, cambiata la loro identità, tramandarono la loro esperienza in segreto ai propri figli o a pochi allievi. Il secondo ambito di sviluppo, quello artistico, offriva la possibilità di nascondere un'arte marziale dietro i movimenti dei saltimbanchi che popolavano tutta l'Asia. L'opera cinese (funamboli, danzatori, giocolieri, attori, ecc.), trae ispirazione dal bagaglio delle arti marziali, e probabilmente nel periodo Qing molti aprofittarono mimetizzandosi in questo ambiente, che giustificava i duri allenamenti di tipo marziale che allora erano proibiti. Il terzo ambito, lo sviluppo militare, è riferito a quei sistemi che venivano impiegati per addestrare le masse, quindi non singoli ma intere truppe di eserciti, le guardie imperiali, le guardie del corpo dei signori e i ribelli e i mercenari. In questa situazione, per mantenere segreto il sistema, tutto veniva tramandato oralmente, e tramite formule e riti segreti. Il nome del sistema da Weng Chun divenne Wing Chun: "radiosa primavera"; cambiando un carattere si allontanavano i sospetti del collegamento con Shaolin. Per un lungo periodo il Wing Chun venne usato quindi per addestrare le armate ribelli ma ad un certo punto venne divulgato individualmente a livello famigliare. A seguito della diffusioni delle armi da fuoco in Cina il kung fu inizio a essere preso in considerazione , non più per le guerre, ma per un accrescimento personale. I maestri di Wing Chun insegnarono in modo approfondito a pochi allievi ma per molti anni della loro vita, tramandando loro sia l'arte del combattimento, sia lo sviluppo delle potenzialità umane (psico - fisiche) tipiche delle tecniche di Shaolin. Nel sistema rimanevano le micidiali tecniche sviluppate sul campo di battaglia, che ora venivano utilizzate per la salvaguardia della propria vita, e per approfondire l'aspetto interno, migliorando la loro esistenza. In questo modo da maestro in maestro il Wing Chun sarebbe arrivato fino a noi. Le due storie raccontate sono una sintesi di quanto è possibile trovare anche sulla rete e sono state inserite per stimolare la curiosità dei navigatori e dei nostri allievi ed invogliarli, se lo desiderano, a documentarsi sulla nascita di questo affascinante stile di Kung fu.

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